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erzigno si estende su una superficie di 23,51 km quadrati, parte del territorio ricade nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio e si caratterizza per la tipica architettura rurale terzignese con case a volta estradossata, una tipica costruzione che si ricollega cronologicamente allo sviluppo di una specifica pratica agricola risalente al Medioevo.

Altra presenza notevole sono le ville settecentesche con le loro cantine dove si possono ancora vedere le vecchie attrezzature per la produzione del vino di cui Terzigno è sempre andata famosa.

La storia di Terzigno attraversa il Medioevo, con la testimonianza dei resti della Chiesa di Santa Maria Paterese, costruita intorno all’anno 1000 e sepolta da una colata di fango nel 1500. Tempi più vicini a noi sono testimoniati da edifici di tipo religioso come il Convento dei Camaldolesi che risale alla metà del 1400 e la Chiesetta di S. Francesco, primo nucleo religioso del paese. Si continua con la Casa del Vescovo, per arrivare poi alla bellissima Chiesa dell’Immacolata Concezione, la cui costruzione risale al 1743, con impianto planimetrico a croce greca.

Ma la storia di Terzigno affonda le sue radici già in epoca romana, come testimoniano le Ville rustiche, venute alla luce nella Cava Ranieri, seppellite dall’eruzione del 79 d.C, la cui funzione era lo sfruttamento intensivo del fertilissimo territorio pompeianus.

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a tradizione della terra è sempre stata radicata qui a Terzigno ed è proprio questa cultura della produzione agricola che ha permesso agli abitanti di riprendersi nei secoli dalle varie eruzioni del vulcano. Il Vesuvio non è stato solo causa di distruzione, ma ha reso queste terre fertili ed è stato fonte di una vera e propria identità culturale. Una tappa obbligata, infatti, è la visita del museo dedicato al maestro Salvatore Emblema, il grande artista terzignese diventato famoso nel mondo per aver trasferito l’uso di materiali grezzi locali come la juta e la materia lavica nella pittura, insieme ad un nuovo concetto di luce, trasparenza e colore.

Un itinerario che comprenda Terzigno è un’occasione per immergersi nella storia, nella cultura ma anche nel verde delle pinete proprio a ridosso delle pendici del Vesuvio, scoprendo altresì antichi mestieri come la lavorazione artistica della pietra lavica e la produzione artigianale di botti in legno per il vino, richieste da importanti aziende vitivinicole da tutta Italia. Un’altra sorpresa per i visitatori saranno i gusti unici di una gastronomia a base di prodotti di qualità che conservano ancora una lavorazione artigianale nel segno della continuità delle antiche tradizioni.

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