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triano è una piccola cittadina di 8300 abitanti in provincia di Napoli, da cui dista 38 Km (32 Km con la ferrovia ex-Circumvesuviana, linea Napoli-Ottaviano-Sarno).

Posta alla destra del fiume Sarno, si estende su di una superficie di 7,58 Km quadrati e la sua altitudine sul livello del mare varia fra i 31 ed i 16 metri. Le origini della cittadina sono antichissime e certamente l’attuale abitato insiste sulla necropoli del villaggio sorto nell’età del ferro e nel successivo periodo cosiddetto “orientalizzante”, cioè fra il IX ed il VI secolo a. C.

I materiali archeologici, che da alcuni decenni vengono portati alla luce a cura della Soprintendenza Archeologica di Pompei, risultano costituiti da “tombe a fossa”, scavate nella nuda terra, ove il defunto veniva adagiato in posizione supina, con addosso i propri abiti ed ornamenti e intorno al corpo il vasellame d’argilla e di bronzo. I primi abitatori del villaggio furono gli operosi Opici che dissodando il terreno, introdussero nell’intera Valle del Sarno le prime e più redditizie colture: cereali e vite. A questi si sostituirono gli Etruschi, i Sanniti e i Romani. Il toponimo Striano è sicuramente di origine romana. Un fundus histrianus, citato nella tavola di Velleja e Striano, ne è la forma aferetica.

Nel Medioevo troviamo il toponimo Histricanum citato nella Bolla di erezione della Diocesi di Sarno del 1066. L’Università di Striano, come le altre del Regno di Napoli, fin dalla sua nascita, nel sec. XV, ebbe un simbolo, uno stemma che rappresentò la comunità. Esso è raffigurato sulla pala d’altare di Protasio Crivelli, datata 1506, riproducente la Madonna col Bambino in trono fra i SS. Severino e Sossio, conservata nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.

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ul suo suolo, prevalentemente agricolo, si coltivano i migliori rappresentanti della dieta mediterranea: pomodori, cipolle, melanzane, peperoni, cetrioli, broccoli, insalata, fagioli. Nonostante la piccola dimensione del comune, si trovano in questo territorio fra le più importanti aziende agroalimentari della regione nel settore della frutta candita, dei confetti, dei dolci, della frutta secca, delle conserve, della panificazione e della birra che esportano in molti paesi del mondo.

Centro Studi Storici “HISTRICANUM”

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